venerdì 3 agosto 2018

                                                                                                                                                            MAC

                                                                     Museo Arte Contemporanea

                                                                                    GUARCINO



Antonella Capponi, Senza Titolo, 2005, 30x30


venerdì 3 novembre 2017

PERCORSI 2017

Villa Filiani, Pineto (TE),  Rubbettino Editore


Enzo Le Pera, Maurizio Vitiello, Enzo Pasqualone presentazione del volume, 28 ottobre 2017

sabato 21 ottobre 2017

INFINITAMENTE ARTE


SPAZIALI, 2017. PALAZZO DEI PRINCIPI BOZZOLO

Il titolo della mostra Infinitamente Arte, esprimendo l’idea dell’ascesi e del superamento di limiti e barriere, che oltre che artistiche possono essere ideologiche e mentali, risulta coerente al tema assegnato agli artisti: Uniti in un dovere di elevazione.


La dichiarazione di don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari “Questa edizione della rassegna invita all’«elevazione dello spirito». Non ci poteva essere tema più in sintonia con la visione dell’arte proposta da don Mazzolari. «Creare è un momento di adorazione» - predicava ai pittori. L’attività artistica parla di bellezza. Mette in stretto contatto con l’azione creatrice di Dio in un duplice senso: essa crea dando inizio a qualcosa di nuovo, ma nello stesso tempo realizza il tempo del riposo per godere di ciò che ha creato. L’augurio è che anche l’odierna edizione del Premio bozzolese sia occasione per elevare lo spirito. Lo è il capolavoro dell’artista, ma anche la gioia contemplativa di chi si ferma con lo sguardo per un istante, abbandonando la fretta del vivere. Uno spirito elevato dalla bellezza sia capace di suscitare amore per il bene nella vita quotidiana. Ne sentiamo il bisogno. Con urgenza’.
Il premio d’arte, ideato da don Mazzolari, nel 1954, abbandonato dopo la sua morte, è stato ripreso nel 2003 con la formula della Biennale, è promosso da Comune di Bozzolo e Fondazione Don Primo Mazzolari col patrocinio del ministero dei Beni Culturali. 



a cura di Ivana D'agostino.
artisti : Minou Amirsoleimani, Angelo Brugnera, Antonella Capponi,  Silvio Cattani, Elisabetta Diamanti, Gabriella Di Trani, Giulio De Mitri, Antonio De Pietro, Cosimo Epicoco, Giancarla Frare, Veronica Piccolo, Alessandra Porfidia, Teresa Pollidori. Come nelle precedenti edizioni la rassegna rende omaggio a un artista i cui lavori si rivolgono all’espressione del sacro. Quest’anno lo spazio Immagini dello Spirito è dedicato allo scultore Ugo Riva.

Intervengono  gli storici dell’arte Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Doloris Bianchino e i direttori delle Accademie di Venezia e di Milano, lo scultore Giuseppe La Bruna e il pittore Franco Marrocco, tutti componenti della Giuria.  


 a cura di Ivana D'Agostino






domenica 17 settembre 2017

IL MIO CANTO



EMILIO ISGRO' BRUNO CORA'  

IL MIO CANTICO


Nasce l’uomo della cancellazione o meglio nato da tempo,colui che ha inventato un gesto, una illeggibilità della parola. Ha nascosto il significato, perché la parola è innanzitutto significato. Una dopo l’altra tante strisce nere, corte, medie e  lunghe fino a farne emergere  solamente alcune, chiare e leggibili. Rendere illeggibile non significa negare  e le parole non sono negate, solamente nascoste. Vivono coperte da uno strato di inchiostro nero. Nel tempo interi testi, perfino il primo volume dell’Enciclopedia Treccani ('70)ha visto all’opera le mani di Isgrò. Ieri presso il Salone Papale di San Francesco in Assisi, l’artista ha regalato al pubblico presente una visione in diretta di una cancellatura, il “Cantico delle Creature ”. Dopo averne  dato lettura è passato a far divenire ‘opera’ il suo Cantico. Ha  indossato un’abito, un camice bianco, un “medico “ della parola come lui stesso si è definito, ha preso in mano un pennello ed ha dato atto al suo intervento. Corà ha introdotto l’opera del maestro e per la terza volta in pubblico si sono presentati insieme in un dialogo sereno e pacato che ha messo in luce le caratteristiche di una ricerca iniziata negli anni del primo dopoguerra quando Isgrò nel ’56 si sposta dalla terra natia (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) a Milano. La fucina della ricerca e della sperimentazione attiva, dove si ha la possibilità di incontrare Quasimodo, Fontana , Manzoni, Pierre Restany e attivare un dialogo costruttivo. Ed Isgrò arriva da poeta, da profondo conoscitore delle parole, apprezzato da  Swharz  e Pasolini. Successivamente si sposta per un decennio a Venezia città ancora più cosmopolita, frequenta gli ambienti culturali, entra in contatto con Peggy Guggenheim, con Jhons, Rauschemberg.
Non ci è dato da sapere quale sia l’opera che abbia più divertito Isgrò nell’atto di renderla invisibile. Certo è che in Assisi ha mostrato a tutti come ancora all’età di ottant’anni la passione  e il piacere di ‘operare’ costruendo sono le dominanti essenziali per riuscire a fare bene un lavoro, che come lui stesso afferma essere di comunicazione  e non di  isolamento. Un medico ‘curante’ che ha inventato una nuova terapia armato di inchiostro e pennello.

EMILIO ISGRO', BRUNO CORA'
Il Cortile di Francesco, Salone Papale, complesso Basilica di San Francesco, Assisi. 17settembre 2017

www.cortiledifrancesco.it





martedì 4 aprile 2017

ARTE E DIDATTICA DEL CONTEMPORANEO. Sala Ex Refettorio San Pietro, Gubbio  settembre 2016
Enrico Crispolti, Paola Manuali, Antonella Capponi